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Umberto 1916 e Flora Palumbo: una collaborazione nata nel segno dell’amore per l’Arte

maggio 4th, 2018

Umberto da 100 anni porta avanti un percorso di continua trasformazione nel segno della tradizione e dell’amore per l’arte e la cultura culinaria napoletana.Avete notato che nelle sale di Umberto ricorrono alcuni dipinti che sembrano provenire da un’unica mano? Ebbene, quei dipinti sono di una pittrice napoletana: Flora Palumbo. Chi è Flora Palumbo? Scopritelo nella sua intervista! 🙂

Ci vuoi raccontare come è nato questo piacevole legame tra arte e ristorazione?

 

 

Diciamo che tutto è iniziato alcuni anni fa, quando mi fu presentato, da un caro amico, Massimo Di Porzio, che gestisce Umberto insieme alle sorelle Lorella e Roberta, e che si occupava di promuovere periodicamente una serie di artisti facendo esporre nel suo locale le loro opere pittoriche. Fui invitata ad esporre anche i miei quadri. La proposta mi sembrò molto allettante, visto il prestigio del ristorante e la numerosa clientela che lo frequenta. Fui solleticata anche dalla novità che presentava questa operazione culturale, in quanto faceva avvicinare e fruire un evento artistico ad una quantità di persone senza recarsi in una galleria d’arte o ad una mostra espositiva. Gli avventori del ristorante oltre a godere della buona cucina potevano osservare le opere esposte. Diciamo, una facilitazione per molti per potersi avvicinare all’arte pittorica.

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E quanto ti ispira questo legame nel momento in cui devi creare i tuoi dipinti?

Non dipingo in funzione dei luoghi dove espongo. Per quanto riguarda il ristorante dei fratelli Di Porzio cerco di selezionare quei quadri, che oltre a rappresentare la bellezza della città, Vesuvio, castelli, il mare e lo straordinario paesaggio che ci offre la natura del Mediterraneo, ne raccontano gli eventi storici e culturali succedutesi lungo la millenaria vicenda città di Napoli.

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Cosa significa per te accompagnare lo sguardo degli avventori ( più o meno famosi) che si siedono ai tavoli di Umberto Ristorante? Cosa vuoi trasmettere con le tue opere sgargianti?

Per quanto riguarda gli avventori famosi o meno, è un problema che non mi pongo in quanto difronte ad un’opera d’arte l’emozione è strettamente personale e poi non credo che ci sia una scala delle emozioni legata alla notorietà delle persone. Per quanto riguarda le opere “ sgargianti”, credo che utilizzare una cromia molto vivace voglia essere, per me, un messaggio di vita e di speranza anche quando dipingo soggetti che non rappresentano realtà molto felici.

 

 

Si può dire, o è azzardato, che le tue opere raccontano di un’anima, potremmo dire tutta napoletana, fatta di colori schietti, diretti e sinceri? Quello che mi hanno trasmesso le tue opere è la loro capacità di esaltare le figure e i simboli partenopei presente nei quadri, quasi per esaltarne l’idea colorata e la vitalità del concetto in rappresentazione. Quanto di Napoli c’è nelle tue opere?

flora palumboSono napoletana, quindi le mie radici culturali affondano nella millenaria storia della città. Con il mio lavoro cerco di raccontare la città con le sue bellezze naturali e monumentali, e cerco, anche, di raccontare la sua gente e i suoi cambiamenti in relazione agli eventi che il mondo intero vive. Infatti non dipingo solo Vesuvio e animali, ho dipinto decine di quadri che affrontano la condizione femminile. Ho dipinto anche opere che rappresentano la drammatica condizione degli immigrati. Un’ultima cosa vorrei dirti: dipingo molti animali questo lo faccio per affezione personale ma anche per stimolare le coscienze sulla drammatica condizione ambientale che stiamo vivendo per la perdita di biodiversità. Ti confesso che di tutti gli animali che dipingo l’affezione più grande è per la civetta, simbolo di saggezza e di lungimiranza perché vede nel buio, a differenza di molti uomini che non riescono a vedere neanche in pieno giorno.

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