La-Traffica-del-vino-Gragnano_Umberto-Ristorante-Napoli

Una pagina importante della storia di Umberto: la Traffica del Vino, protagonista il Gragnano

maggio 14th, 2018

Nel novecento era di tradizione la traffica di Gragnano, cioè la contrattazione per l’acquisto delle botti che i commercianti dei Ristoranti di Napoli operavano nelle campagne di Gragnano.

Quando aveva luogo la traffica i vini erano ancora in fermentazione, dato che la vendemmia si effettuava la prima decade di ottobre…

I napoletani preferiscono il Gragnano

La storia, da allora ad oggi, dimostra come il Gragnano sia stato uno dei pochi vini dagli effetti ‘trasversali’, capace di accomunare e di avvicinare nell’allegria braccianti e committenti, Borboni e ‘lazzari’, miseria e nobiltà.
Gragnano è un piccolo paese adagiato sulla cerniera dei Monti Lattari, tra la penisola sorrentina e il Golfo di Napoli. Un luogo unico dove s’inerpicano i vigneti dai quali si ottiene il vino dalla spuma evanescente più amato di sempre. Il Gragnano è una delle sottozone in cui è suddivisa la D.O.C. Penisola Sorrentina. Può fregiarsi del nome Gragnano solo il vino rosso frizzante ottenuto da uve raccolte nei comuni di Gragnano, di Pimonte e nella parte collinare di Castellammare di Stabia.
Furono probabilmente i greci a piantare per primi la vite sulle pendici dei Monti Lattari ed ad insegnare le tecniche  colturali gli oschi, antichi abitanti di queste terre che si prestavano alla coltivazione della vite perché rese fertili dalle eruzioni vulcaniche…

“Si vis vivere sanus bibe Gragnanum”, se vuoi vivere bene bevi Gragnano, recita un detto del ‘600, un dogma rispettato religiosamente dai  napoletani, non era difficile amare questo vino rosso rubino, così profumato, frizzantino, rigenerante, lieve, con la sua spuma soffice ed evanascente, perfetto per gli amanti della tradizione che si recavano al Ristorante Umberto in cerca di buon cibo e allegria.

La vicinanza con la città di Napoli e la passione dei napoletani per i vini prodotti sui Monti Lattari avevano favorito nel tempo l’instaurarsi di fitte relazioni tra i commercianti partenopei e i produttori di vino, questo intricarsi di rapporti ha portato alla nascita di simpatiche tradizioni, testimonianze dello spirito allegro e spensierato del nostro popolo.

 

La Traffica del Vino di Umberto, un rito familiare

In autunno arrivava il momento per i Ristoranti di scegliere il vino che avrebbe allietato le tavole degli avventori. A Giuseppe, il più piccolo dei Di Porzio, era affidato il compito di selezionare i vini, dato che era dotato di un buon naso e di un ottimo fiuto nel portare avanti le trattative con i produttori. Pochi erano i vini imbottigliati che adornavano le cantine del Ristorante Umberto, questo perché il i vino che impazzava sulle tavole di Umberto era il Gragnano, i clienti non chiedevano altro.

Giuseppe era un vero appassionato, non si limitava solo a scegliere la migliore partita di vino, ma seguiva il progetto dal sorgere, quando le uve erano ancora sulle piante e maturavano lentamente. Si ‘arrampicava’ sui sentieri irti e stretti su e giù per i terrazzamenti. Osservava i vignaioli durante la vendemmia –fissata di solito durante la prima decade di ottobre – mentre dosavano con perizia il Piedirosso, l’Aglianico, lo Sciascinoso e altre varietà autoctone, sopravvissute miracolosamente alla peronospora, come il Castagnara, il Tintore e il San Francesco.

La tradizione, che nacque tra i commercianti napoletani e i massari gragnanesi di portare avanti la trattativa per l’acquisto del vino, prese il nome di Traffica del Vino, una tradizione che si protrasse fino agli anni ’60.
Il vino ‘nuovo’ era trasportato a Napoli su grandi carri, i traini, ma non prima di aver festeggiato l’avvenuto acquisto con abbondanti libagioni, pranzi sull’aia e balli a suono di flauto e tammorre.
Così, per sancire l’acquisto e regalare un momento di allegria e convivialità alla famiglia allargata del Ristorante Umberto si organizzava ogni anno verso la fine di ottobre la fatidica gita a Gragnano. Un momento di convivialità e spensieratezza a cui partecipavano insieme alla famiglia Di Porzio anche le famiglie dei dipendenti. Nonni, mamme e bambini trascorrevano in allegria una giornata in campagna tra le vigne, i noci e i castagni a picco sulla piana di Pompei, ospiti dei contadini che non mancavano di preparare rustiche pietanze accompagnate dall’ottimo pane locale e innaffiate dal vino che di lì a poco sarebbe finito nelle botti della cantina di via Alabardieri.

Sono passati anni ormai da questa bella tradizione, e tutti noi ne conserviamo gelosamente il ricordo. La Traffica del Vino ha rappresentato una delle più belle pagine scritte dalla famiglia Di Porzio.

Tags: , , , ,

Free web counter