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Chi va piano, va sano e va lontano… La ‘chiocciola’ delle ‘hosterie d’Italia’ 2019 ad Umberto

settembre 25th, 2018

Cari amici e care amiche, siamo fieri di annunciarvi che per il quarto anno consecutivo il nostro Umberto è stato insignito della chiocciola dalla guida ‘Osterie d’Italia’ di Slow Food, un riconoscimento ambito e meritato: 1617 locali dislocati in tutto Belpaese (16 è un numero che ci porta bene, dal momento che il ristorante è stato fondato nel ‘16), di cui 250 ‘chiocciole’, in cui il mangiarbene all’italiana e l’accoglienza sono riconosciuti come una vera e propria pratica quotidiana di “questi centri di goduto piacere”, secondo il Manifesto Slow Food del 1987.

L’attenta selezione dei prodotti del territorio e dei presidi Slow Food, il rispetto dei tempi della stagionalità e l’accoglienza hanno contribuito certamente a tale riconoscimento, tutt’uno con lo sforzo di non abbassare mai lo standard qualitativo delle materie prime e con la selezione dei vini della nostra carta elettronica ‘iVini’, con molti vini campani della condotta Slow Wines.

Tra i tanti ‘presidi’ campani, molti sono utilizzati nei nostri piatti: ricordiamo la cicerchia flegrea, le alici di Menaica, la colatura di alici di Cetara, il fagiolo di Controne, il cacioricotta del Cilento, il Pecorino di Laticauda e il Caciocavallo Podolico, senza dimenticare le ‘amate’ pappaccelle napoletane, un matrimonio perfetto con il baccalà fritto. Tra i salumi, la salsiccia rossa di Castelpoto e la soppressata di Gioi, autentici gioielli del patrimonio gastronomico campano. Nei nostri piatti, quindi, troverete molti di questi prodotti che restano fedeli ai tre precetti della filosofia Slow Food “buono, pulito e giusto”.

E allora, Gnocchi di patate con peperoncini verdi, pomodorini e cacioricotta del Cilento, baccalà scottato con vellutata di cicerchie flegree alla ‘maruzzara’, pizza ‘Antica Napoli’ (dal corricolo di Alexandre Dumas!) con Alici di Menaica e cacioricotta del Cilento, spaghetti con la Colatura di alici, crema di melanzane e pomodorini gialli confit, pasta e fagioli di Controne alla ‘pescatora’, baccalà fritto in pastella & papaccelle napoletane: sono sono alcuni dei piatti proposti nel nostro menù. Ma tanti altri sono in gestazione, dal momento che con orgoglio ed onore, sentiamo di avere una vera e propria missione culinaria che “riconsegni la tavola al gusto e al piacere della gola” [cit. Manifesto Slow food, 1987], con la giusta lentezza, tipica della chiocciola.

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Lorella Di Porzio, insieme al figlio Luca, quarta generazione dei fondatori di Umberto, ha ritirato l’attestato nel corso della cerimonia di presentazione dell’edizione 2019 della Guida, che si è tenuta al Salone del Gusto in corso al Lingotto di Torino: grande emozione e soddisfazione per una famiglia che ha attraversato due secoli di gastronomia napoletana. Bellissima la definizione della guida: ‘Un passato che si rinnova di giorno in giorno in un luogo dove vivere una grande esperienza sensoriale’ Un ringraziamento al movimento Slow Food che da sempre promuove e diffonde la tradizione a tavola e nei campi!!

 

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