divider
home menu cantina ricette news eventi mostre shop ospiti stampa messaggi locale storia prenotazioni download contatti

Pag.  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10  » 


DEN - MARZO 2010 - Un tavolino con la tovaglia rossa

01-03-2010



http://www.denaro.it/den.aspx

a cura di Andrea Nastri

Nato nel 1916 il ristorante dei Di Porzio sente il bisogno di rinnovare immagine e logo.
La storia di questo antico ristorante napoletano inizia nel 1916, quando Ermelinda ed Umberto Di Porzio fondarono una piccola trattoria, conosciuta come la trattoria di 'Don Umberto'. Già dieci anni dopo, visto il successo delle sue pietanze e del suo ottimo vino, si ingrandisce assumendo il rango di ristorante pizzeria.
Come accade nelle migliori storie, la grande tradizione e l'ormai secolare esperienza hanno recentemente incontrato la novità e la modernità. Il locale infatti tre anni fa ho subito un importante restyling, che non ne ha però sconvolto la peculiare atmosfera ed il clima caldo ed accogliente.
Il rinnovo dell'immagine, com'era logico che fosse, ha coinvolto anche il logo. E' infatti molto moderna ed accattivante l'immagine del tavolino con tovaglia rossa che va ad accompagnare l'ormai consolidata scritta 'Umberto'. Esso rappresenta una immagine spiccatamente moderna, pur con un suo preciso significato legato alla storia. Il rosso infatti sta a simboleggiare l'intimità e l'atmosfera calda ed accogliente che il locale ha saputo conservare, da sempre ritrovo ideale per una cena intima e romantica.
Sul logo infine troviamo anche il richiamo ai 'locali sotrici d'Italia', una ristretta cerchia di locali di altissimo livello di cui 'Umberto' fa orgogliosamente parte.
Oggi a quasi cent'anni dalla fondazione sono i nipoti di Umberto a gestire il ristorante con la passione e la competenza che ci si può attendere da una famiglia impegnata da quasi un secolo nell'accoglienza e nella riproposizione di ricette, di vini e di piatti della cultura enogastonomica partenopea.

 

 



Luciano pignataro wine blog - Umberto e 7 ricette fra tradizione e innovazione

22-01-2010



http://www.lucianopignataro.it/a/ristorante-umberto-e-sette-ricette-fra-tradizione-e-innovazione/8977

a cura di Marina Alaimo

Qui tutte le referenze e la scheda nel sito http://www.lucianopignataro.it/a/da-umberto/3362/

Il ristorante Umberto a Napoli rappresenta una testimonianza storica della culinaria classica partenopea essendo aperto dal 1916, qui si cucina da almeno tre generazioni e tra ricette saporose e le piacevolissime chiacchiere scambiate con i padroni di casa, dotati di naturale garbo tipicamente partenopeo, si mantiene ben saldo il ricordo del magnifico passato di una capitale.

Si perché non solo le opere artistiche o architettoniche di una città sono testimoni della sua storia, ma anche la gastronomia rappresenta una memoria non trascurabile degli usi e costumi e quella partenopea ci racconta di un passato ricco e intriso di diverse influenze culturali. Lorella, Roberta e Massimo Di Porzio vivono con grande passione ed estrema spontaneità il compito di continuare a tramandare la cultura gastronomica napoletana, senza imporsi regole restrittive, ma dando ampio spazio alla creatività ed alla continua ricerca di prodotti tipici spesso dimenticati perché non di tendenza.

Pur trovandoci nel salotto buono di Napoli, siamo a due passi da Piazza dei Martiri, il menù si articola tra piatti sontuosi e piatti della tradizione povera, si continuano a proporre le pietanze che preparava la nonna Ermelinda, fondatrice insieme al marito Umberto Di Porzio di quella che in origine era una piccola trattoria, locata proprio nell'angolo tra via Alabardieri e Piazza dei Martiri, improntata su piatti popolari realizzati con i prodotti dell'orto di famiglia posto sulla collina di Posillipo, carne di maiale e baccalà, poco pesce, anzi direi quasi assente in quanto il popolo non poteva permetterselo, il vino era quello della casa fatto in proprio, si possono trovare quindi ancora in carta il porco in agrodolce, antica ricetta del settecento oggi realizzata con maiale nero casertano, le linguine alla natalina, il piatto dei poveri previsto per la vigilia di Natale dove la pasta viene condita con un sugo di pomodorini del piennolo, uva passa, pinoli e noci, poi ancora i tubbettoni Treddeta, soprannome del nonno Umberto dovuto alla mancanza di due dita ad una mano perse in un tragico incidente, i tubbettoni sono storicamente graditissimi ai napoletani ed in questo caso vengono conditi con pomodorini, polipetti, olive nere di Gaeta e capperi, tra i dolci ho ritrovato con estremo piacere il biancomangiare, dessert al cucchiaio antichissimo composto da una profumatissima crema di mandorle, ma anche la famosa percocata, torta di ricotta e pesche vesuviane, grande spazio viene poi dedicato alle pizze, altro capitolo di notevole importanza nella storia gastronomica partenopea.

Vengono ancora preparate pizze di tradizione antica come la "scarpariello", fatta con pomodoro, aglio, formaggio pecorino grattugiato ed olio, la "mastunicola" di casa a Napoli ancor prima che fosse introdotto l'uso del pomodoro, condita semplicemente con lardo, pecorino e pepe, poi c'è la tipica margherita e la pizza fritta ripiena di ricotta, cicoli e pepe, i pizzaioli attuali sono Gaetano Di Lorenzo ed Enzo Mariniello, allievi dello storico maestro Leopoldo Arienzo che insieme allo chef Gennaro Pace, affiancato ai fornelli da Antonella Tango e Francesco Errico, sono considerati in maniera molto affettuosa componenti importanti della famiglia.

Ma il ristorante Umberto non è solo tradizione, i proprietari amano arricchire e variare di continuo il menù seguendo con rigore la stagionalità dei prodotti, grande attenzione è data anche alle novità, senza mai rinnegare le proprie origini e senza farsi condizionare dalle tendenze del momento, questa linea di pensiero è senza dubbio sintomo di grande personalità e cultura, anche gli arredi, con mio immenso piacere, sono quelli scelti negli anni 60, quindi il locale senza volerlo si pregia di un look vintage, oggi di gran moda, arricchito dall'esposizione di interessantissime mostre di quadri ed opere di artisti, spesso napoletani, ma non solo,realizzate in collaborazione con l'associazione culturale Eughea. La carta dei vini è ampia e curata con etichette quasi esclusivamente italiane, i proprietari sono sommelier e grandi appassionati di vino.
Il ristorante è aperto sempre tranne il lunedì.



La Repubblica - Trova Napoli: Guida alla cittą

08-12-2009



A Chiaia da poco meno di un secolo c'è il Ristorante "Da Umberto". Nato nel 1916 come trattoria di "Don Umberto" fondata da Ermelinda e Umberto Di Porzio, il locale è famoso per la pizza eccellente.



SALE E PEPE - Pizza Bella Napoli secondo la migliore tradizione partenopea

28-07-2009



Sale e Pepe - Agosto 2009
Pizza Bella Napoli secondo la migliore tradizione partenopea

A cura di Enza Dalessandri.

Il più autentico simbolo della gastronomia partenopea è interpretato da cinque maestri della tradizione. In semplicissimi capolovori, da riprodurre anche a casa con lo stesso straordinario successo.
La Base Perfetta: la ricetta ufficiale della pasta per la pizza è codificata dal disciplinare dell'Associazione verace pizza napoletana, che riunisce le pizzerie storiche della città è un centinaio di altri locali in Italia e nel mondo per la difesa e valorizzazione della pizza prodotta secondo le antiche tradizioni napoletane.
Per preparare l'impasto il disciplinare dell'Associazione prevede l'uso dell'impastatrice e 8 ore di lievitazione...

Stile Autentico: con i suoi friarielli (peperoncini verdi) che occhieggiano tra i pomodorini e provola, questa pizza è un concentrato di napoletanità. Campeggia nel menù di Umberto, lo storico locale di Chiaja aperto nel 1916.

 

Peperoncina:per 4 persone:
preparazione 15 minuti - cottura 20 minuti - 780 cal/porzione

*850 gr. di pasta per pizze divisa in quattro
* 150 di provola affumicata
*Farina q.b
*250 gr. di pomodorini
*350 gr. di peperoncini verdi
*40 gr. di scaglie di parmigiano reggiano
Basilico, sale e olio extra-vergine q.b.

Preparazione:
1.- Tagliate a dadini la provola, lavate i pomodorini, pulite i peperoncini verdi e rosolateli per qualche minuto a fiamma alta con due cucchiai di olio extra vergine ed un pizzico di sale. Schiacciate l'impasto per pizza con le nocche delle dita per fare uscire l'aria, poi, con le mani infarinate, tirate e tumburellate ogni panetto fino ad ottenere un disco sottile.
2.- Sistemate i dischi di pasta in quattro teglie da pizza di 20/22 cm. unte d'olio, distribuite i pomodorini, i peperoncini verdi precedentemente saltati, il basilico, la provola affumicata e completate con un giro d'olio extra vergine.
Infornate a 230° per 15 minuti e servite le pizze cosparse di scaglie di parmigiano.

 



IL MATTINO - I COLORI DELLA CUCINA

15-06-2009



I Colori della cucina

Invitanti spaghetti con polpi e gamberi su fondo nero, il classico pomodoro indossato come un bel ciondolo e il Vesuvio che erutta pasta e pizza. Gli artisti si sono sbizzarriti a rivisitare la cucina napoletana per la I edizione del concorso di illustrazione «Tavole a colori» promosso dal ristorante Umberto in sinergia con il Comicon. Ventotto le opere in competizione, realizzate da giovani creativi delle scuole d'arte, che hanno dato via libera alla loro fantasia per «interpretare» il tema del concorso. Tra queste la giuria, composta da rappresentanti degli enti promotori e partner (British Council, Scuola di Comix, Comicon salone del fumetto e Wacom), oltre che da esperti e docenti di comunicazione visiva, ha scelto i vincitori. Prima è stata Valentina Russo con «Eufonia» seguita da Fabrizio Valerio Sannino con «Pomod'oro 18 Kt» e Stefano Iorio con «Boom di Sapore». Altri riconoscimenti sono andati alle opere più votate e alle migliori idee creative. Le tavole in concorso sono visionabili sul sito web www.umberto.it. «È stata un'esperienza molto positiva - dice Massimo Di Porzio, patron di Umberto - che ripeteremo il prossimo anno, visti i risultati. È stato bello vedere l'entusiasmo e l'interesse suscitato dal tema «cibo», a dimostrazione che la cucina mediterranea è un must della nostra cultura». Fino al 3 luglio tutte le opere dei giovani creativi sono esposte nelle sale del ristorante di Chiaia.



IL MATTINO - TUTTI I COLORI A TAVOLA

30-04-2009



«Tavole a colori» è il titolo del concorso riservato agli illustratori non professionisti sul tema cibo mediterraneo. L'iniziativa è del ristorante «Umberto». C'è tempo fino al 22 maggio per illustrare ed interpretare creativamente il cibo mediterraneo: le opere, a colori dovranno essere inviate al sito www.umberto.it. «La sinergia con il Comicon è ormai consolidata - spiegano i fratelli Massimo, Roberta e Lorella Di Porzio dello storico locale napoletano - e ci piaceva, quest'anno, dare spazio ad autori del mondo dell'illustrazione offrendo l'opportunità di realizzare delle tavole sul tema del cibo mediterraneo che a noi sta particolarmente a cuore». Tra i premi in palio uno stage di illustrazione di un mese, presso la Scuola Italiana di Comix. A scegliere le tavole vincitrici una giuria composta da esperti di comunicazione visiva, affiancata da una giuria popolare che potrà esprimere la sua preferenza attraverso il voto online su www.umberto.it.



IL DENARO - TAVOLE A COLORI: CONCORSO PER CREATIVI

29-04-2009



Si è concluso domenica scorsa a Napoli il Comicon, un appuntamento fisso per tutti gli amanti della "nobile arte" del fumetto. Ma la manifestazione continua con una serie di mostre e di concorsi lanciati in occasione dell'evento. Una bella sfida, insomma, per i grafici e i creativi.
In quest'ambito il ristorante Umberto lancia il concorso di illustrazione "Tavole a colori", omaggio creativo al cibo mediterraneo riservato agli illustratori non professionisti.
"La sinergia con il Comicon è ormai consolidata - spiegano i fratelli Massimo, Roberta e Lorella Di Porzio del noto e storico locale napoletano, non nuovo ad iniziative originali e con risvolti artistici - e ci piaceva, quest'anno, dare spazio ad autori del mondo dell'illustrazione offrendogli l'opportunità di realizzare delle tavole su un tema che, a noi, sta particolarmente a cuore, quello del cibo mediterraneo. Una tradizione gastronomica e soprattutto uno stile di vita sana di cui il Ristorante Umberto ha sempre fatto un fiore all'occhiello". Gli autori, quindi, sono invitati ad illustrare ed interpretare creativamente il cibo mediterraneo e ad inviare le opere illustrate, a colori, via form, sul sito www.umberto.it, fino alla scadenza del concorso, fissata per venerdì 22 maggio.
Per i vincitori, sono in palio premi che spaziano dalla cultura alla tavola:
• un corso di inglese della durata di 4 mesi presso British Council di Napoli;
• uno stage di illustrazione della durata di 1 mese presso la Scuola Italiana di Comix;
• una tavoletta grafica Wacom;
• quattro cene per 2 persone presso il ristorante Umberto.
Previsto poi il brindisi di chiusura offerto dall'azienda Veneta Bortolomiol (www.bortolomiol.com) con i suoi prosecchi. A scegliere le tavole che avranno rappresentato al meglio il tema oggetto del concorso, una giuria composta da esperti di comunicazione visiva, affiancata da una giuria popolare che potrà esprimere la sua preferenza esprimerà la sua preferenza attraverso il voto online su www.umberto.it. Le votazioni via internet saranno chiuse il 22 maggio alle ore 23. La premiazione si terrà il 3 giugno presso il ristorante Umberto, in via Alabardieri 30/31 a Napoli.
Le opere migliori resteranno in mostra presso le sale del ristorante per tutto il mese di giugno 2009. "Siamo certi che tanti aderiranno al concorso e tanti saranno coloro che verranno a visitare la mostra che allestiremo nel locale per tutto il mese di giugno", conclude Massimo Di Porzio.

del 29-04-2009 num. 082



Easy-Jet Inflight - Slice of the Action

27-10-2008



Naples
WORDS BY NICK BRUNO
Slice of the Action

Touch base with Naples' culinary masters, the Pizzaioli

....Its colourful culinary past only reinforces the ingenuity of the Neapolitan people. Hunger, desperation and ingenuity, which the impoverished Neapolitans had lots of, drove the rise of the pizza we know today. Fried pizza a oggi a otto "paid for in cash eight days after consumption" became the take-away staple of the poor. These fried doughy discs were folded and filled with tomatoes (a new import from Central and South America, commonly thought of as poisonous but happily guzzled by ravenous Neapolitans), anchovies and ricotta. Tourists came especially to see the vocal pizza vendors carrying ovens on their heads. In 1830, Antica Pizzeria Port'Alba opened its doors as the first sit-down pizza restaurant, and in 1889, Raffaele Esposito of Pietro, of e Basta Così (now the touristy brand) created the pizza Margherita, topped with tomatoes, mozzarella and basil. This trecolori treat was a nod to the nascent Italian state and named in honour of its new queen, Margherita di Savoia. Politics, pizza and publicity combined-not for the last time. Along with the even simpler pizza Marinara, of tomato, garlic, olive oil and oregano-so called because it was a fisherman's favourite-the Margherita became the pizza purists' favourite. The evolution of the Parthenopean pie took a tangential route in 1905, when an Italian immigrant, Gennaro Lombardi opened the first pizzeria in the USA. Deep crusts and pineapple chunks followed.

In his historic pizzeria club, Massimo di Porzio, vice president of the Associazione Verace Pizza Napoletana, set up in 1984, explains that his "club of friends, with members from all over the world, is an ongoing discussion about pizza". If Il Pizzaiolo del Presidente represents the pizzeria of the scugnizzi, Pizzeria Umberto is its sophisticated cousin. The 1920s frescoed dining room hosts regular cultural and gourmet events. It was the favourite haunt of Neapolitan mathematicians who no doubt scribbled a secret logarithm for the perfect pizza base on a napkin here. It's worth coming here just to compare their Pizza Margherita (with buffalo mozzarella and San Marzano tomatoes) with the Margherita Classica (with cow's milk and passata). Massimo can recite the essentials required to make a Neapolitan pizza in the time it takes to cook a Capricciosa: it begins with double leavening lasting nine hours and ends in a minute's blast of 204-232˚C heat.

Umberto's pizza kitchen is tucked away between the swanky dining rooms. The theory, that when it comes to pizza you can never have enough of a good thing, is not shared by senior-pizzaiolo Gaetano. While Mariano, a pizza-making apprentice eats his dough every day, Gaetano, veteran of 26-years earning a crust says he prefers other Neapolitan dishes.

There is no doubt that Neapolitan pizza is the most delicious-and it's consistently so all over Naples. The skill and passion of those involved is impressive and Neapolitans are rightly proud of their pizza lineage and the integrity inherent in its preparation. Gaetano's honesty is refreshing and says a lot about Neapolitan cuisine: the pizza of Naples may be second to none, but the city that gave us the ultimate fast food has so many gastronomic delights to discover, that it would be rude not to explore as many as you can. The trick is not to fill your stomach with too many Margherite.

Pizza Principles
Cooking essentials for the perfect Neapolitan pizza
• Double leavened dough taking eight or nine hours preparation.
• Hands-only preparation- especially important for making the cornice (crust) as this allows air into the dough making it light and prone to blistering. No rolling pins or machines required!
• Un forno a legna (wood-fired oven) heated to 460-480˚C (an electric oven cooks takes longer giving an over-crispy base
• All natural ingredients- including "00" Flour with 5%-10% Manitoba American flour - makes the pizza dough more elastic, fragrant and flavoursome.

Thanks to to Massimo Di Porzio and the Associazione Verace Pizza Napoletana

Top Pizzerie;
• Il Pizzaiolo del Presidente This place serves the classics including pizza fritta (fried pizza filled with ricotta and prosciutto). 120-121, Via Tribunali.
• Di Matteo Copy Clinton and have a pizza Margherita piegata in quattro. 94, Via Tribunali.
• Ciro a Mergellina All the pizza classics are served here by dapper, charismatic Eric Morecombe-lookalikes, near the Mergellina waterfront. 18-21, Via Mergellina.
• Umberto Try their pizza DOC (the most venerable of pizzas protected by Italian law), especially Ripieno della Nonna (a roll of pizza stuffed with smoked cheese and chicory) or the Pizza Umberto seafood pizza. 30-31 ,Via Alabardieri.
• Da Michele The ever-popular pizza-purists' haunt serves only Margherite and Marinare. 1-3, Via Cesare Sersale.

 

 

 




Pag.  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10  » 


'Tre sensi' di Diego Mancino

Until the 19th of April

 ...find out more >>
'A table with a red tablecloth' by Andrea Nastri

Den

 ...find out more >>
Gift Certificate

Looking for an unusual gift?

 ...find out more >>
Vesuvian Torzella

What is that??

 ...find out more >>

Free web counter